A Capodanno un classico Tour firmato da DOIT VIAGGI e accompagnato da me, Annamaria: l’Antica Persia. Un paese affascinante, magico e ricco di storia.

Visiteremo la romantica Shiraz, la desertica Yazd, la verdissima Esfahan, la capitale Tehran e molto altro. Un viaggio tra fedi ed architetture meravigliose: vestigia di antiche città, gloriose moschee, mausolei, musei, mercati.

Però ciò per cui l’Iran ci resterà per sempre nel cuore, sarà soprattutto e semplicemente la sua gente.

Una fine dell’anno atipica, in un paese che festeggia il “suo” Capodanno a marzo – come sarà viverlo lì con gli iraniani?… – il deserto in inverno, la luce che si fa limpida e tersa, i paesaggi da “Mille e una notte” aggiungeranno un fascino tutto particolare a questo Tour che è un must per ogni viaggiatore.

Piccoli gruppi, guide locali esperte parlanti italiano, hotel di ottimo livello, in pensione completa.

L’Iran ci aspetta. Partite con noi…

PROGRAMMA

1° giorno: venerdì 27 dicembre VENEZIA – ISTANBUL – SHIRAZ
Incontro dei signori partecipanti e transfer da Noventa di Piave e da Padova per l’aeroporto di Venezia. (Su richiesta la partenza può essere effettuata da altri aeroporti.) Disbrigo delle formalità doganali ed imbarco sul volo di linea TK 1872 Turkish Airlines in partenza alle ore 14:25 con arrivo a Istanbul alle ore 18.50. Proseguimento con volo di linea TK 884 Turkish Airlines alle ore 21.50 per Shiraz.


2° giorno: sabato 28 dicembre SHIRAZ
Arrivo a Shiraz alle ore 02.05. Incontro con la guida, trasferimento all’Hotel Homa Shiraz 5*, assegnazione delle camere riservate. In tarda mattinata, dopo la prima colazione in hotel, partenza per la visita della città denominata “dei poeti e delle rose”, nota per i suoi giardini e per la mitezza del suo clima. Si iniziano le visite con la Madrasa coranica di Khan tipico esemplare dell’architettura del periodo rinascimentale. Si prosegue con la Moschea Rosa (Nasir-al-Molk) costruita in epoca Qajar nel 1876 per ordine di uno dei signori della dinastia Mírzá Hasan Ali Nasir al Molk e terminata nel 1888. Pranzo in ristorante. Visita del giardino Naranjestan, con il padiglione principale ricoperto di specchi che un tempo veniva riservato ai ricevimenti.


IL GIARDINO PERSIANO
Non solo maestosi palazzi e moschee: l’Iran è anche la terra dei famosi giardini persiani, di cui nove ufficialmente registrati come Patrimonio UNESCO. Distribuiti in varie città del paese, questi nove esemplari ne rappresentano diverse tipologie, ognuna basata su un attento rispetto di proporzioni e simmetrie. Questi luoghi fatati, che hanno origine ai tempi di Ciro il Grande, fondatore dell’Impero persiano nel VI secolo a.C., sono frutto di un sapiente connubio di ingegneristica e botanica, architettura e agronomia. Divisi in quattro settori rivolti verso i punti cardinali, i giardini persiani simboleggiano l’universo zoroastriano, composto di cielo, terra, acqua e piante. L’elemento architettonico è fondamentale: il clima caldo e asciutto della zona è difficile da affrontare, e per ripararsi dalla calura sono stati inseriti in essi numerosi padiglioni e mura con archi, che non hanno solo lo scopo di abbellire il luogo, ma anche e soprattutto quello di creare zone d’ombra e di riposo per i suoi frequentatori. La presenza dell’acqua vi è indispensabile e li caratterizza: scorre per tutta la loro lunghezza in grandi vasche decorate con fontane e zampilli di varie dimensioni. In questi specchi d’acqua si riflettono le mura e i
colori degli edifici circostanti, spesso ricoperti di maioliche policrome. Un’altra componente fondamentale ne è ovviamente la folta vegetazione, composta prevalentemente da fiori, alberi da frutto e palme. Ogni elemento ha una funzione allegorica, ogni pianta la sua simbologia. Ad esempio il cipresso rappresenta l’eternità e poeticamente la bellezza femminile. La nozione di giardino persiano permea la vita iraniana e le sue espressioni artistiche: riferimenti si possono trovare nella musica, nella letteratura e nella poesia. Gli eterni amori fra l’usignolo e la rosa che troviamo cantati da poeti come Hafez, l’hanno come ambientazione fissa.


Ci si reca poi al bazar dei nomadi e al gran bazar della città, di architettura 800esca ed al caravanserraglio di Moshir. Visita alla tomba del poeta Hafez, uno dei più grandi poeti persiani di tutti i tempi.


HAFEZ
Il celebre poeta è nato a Shiraz intorno al 1315 ed è morto nella stessa città – dove ha sempre vissuto – nel 1390.
Fatto conoscere in Europa con tutti gli onori da Goethe, che ad Hafez si ispirò per il suo Divan occidentale-orientale, è stato tradotto in molte lingue moderne. È considerato il massimo poeta persiano di tutti i tempi e ancora oggi in Iran è molto popolare. Si dice infatti che due libri non possono mancare in ogni casa: il suo Canzoniere e il Corano. Hafez, contrariamente a una tradizione poetica che preferiva una certa omogeneità e continuità discorsiva, sviluppa, all’interno di uno stesso testo, temi diversi in rapida successione, offrendo così al lettore un caleidoscopio di immagini e significati tesi a rappresentare l’ampio spettro dell’esperienza sensibile e sovrasensibile.
Nei suoi componimenti poetici celebra l’amore profano e il vino, ma affronta anche contenuti mistici e morali. L’amato (non c’è distinzione in persiano fra maschile e femminile) può essere una persona in carne e ossa, o Dio stesso. La stessa duttilità di interpretazione vale anche per il vino: è quello che si versa nella coppa per brindare, per dimenticare le pene d’amore o ancora è una bevanda spirituale, allegorico richiamo alla dissetante parola di Dio.
Oggi Hafez riposa in un bellissimo giardino di Shiraz; la sua tomba, in alabastro, con scolpiti alcuni tra i suoi versi più famosi, è protetta dalla cupola di un tempietto, ed è meta di un incessante pellegrinaggio non solo da parte di giovani innamorati, ma anche di austeri accademici e gruppi di intellettuali che danno vita a pubbliche letture delle sue opere.


Concludiamo le visite della città con la spettacolare Moschea degli Specchi, in persiano Shah Cheragh, che tradotto significa “Imperatore della Luce”. Il santuario è immerso in un grande giardino ricco di fontane e continuamente popolato da folle di fedeli. L’enorme cupola sopra il santuario è intarsiata con centinaia di migliaia di pezzi di vetro e specchi, che ricoprono anche le pareti interne insieme ad altrettante piastrelle multicolori. Gli specchi fanno parte dell’evoluzione dell’architettura religiosa sciita e vi entrano a far parte nel 17° secolo. Essi hanno un significato simbolico preciso: riflettono la luce portata dalla parola di Dio. Al termine trasferimento in albergo. Cena e pernottamento.


3° giorno: domenica 29 dicembre SHIRAZ – PERSEPOLIS – NECROPOLIS – SHIRAZ
Prima colazione in Hotel. Partenza per Persepoli, a 53 km da Shiraz, in origine chiamata Takht-e Jamshid, il più affascinante sito archeologico dell’Iran.


PERSEPOLI
Persepoli fu fondata da Dario I nel 518 a.C. e diventò presto una tra le città più belle. Nella volontà di Dario, essa non avrebbe mai dovuto essere un centro residenziale permanente, bensì un luogo cerimoniale, simbolo eterno dell’unità dell’impero. Dario amava molto la sua creazione e aveva chiamato in Persia i migliori artigiani di allora per costruire un palazzo che rappresentasse la summa dell’architettura e della scultura delle regioni Mesopotamiche. I suoi successori – i re Serse e Artaserse – l’ampliarono e la provvidero di nuove strutture. Di questo splendore rifulse fino al 331 a.C., anno della sua distruzione ad opera delle truppe di Alessandro Magno. Lo storico Plutarco narra che erano tali e tante le ricchezze di Persepoli che Alessandro, per trasportare tutto il bottino di guerra, si servì di oltre cinquecento cammelli e di più di cento asini.
Lo scavo archeologico è oggi Patrimonio UNESCO. Persepoli era costituita da una terrazza artificiale fatta di pietre unite. Questa base, le cui misure sono 450x270x15 metri, supporta tutti gli edifici e i palazzi che si distribuiscono in quattro piani diversi. Nell’area superiore si trovano i palazzi dei nobili e al livello inferiore ci sono le case dei servi. Un’enorme scala conduce verso la parte superiore dove ci sono i resti di un labirinto di colonne, capitelli e rovine di mura che fanno intuire le piante delle residenze più lussuose.
Di particolare interesse l’Apadana, la sala di ricevimento di Dario I, che poteva ospitare più di diecimila persone. Il suo scopo era accogliere le migliaia di vassalli che arrivavano dagli stati vicini e che ogni anno portavano i loro presenti al monarca Achemenide – conosciuto come Il Re dei Re – durante l’equinozio di primavera. Si ammirano inoltre la scala monumentale, la Porta di Serse, la Sala delle Cento Colonne, i Palazzi di Serse e di Dario, il Tripilon con i suoi importanti bassorilievi che rappresentano soldati Medi e persiani.


Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio le visite proseguono con Naqsh-e Rostam, il luogo dove si trovano le tombe dei re achemenidi, purtroppo ormai vuote. La località è celebre per i bassorilievi sassanidi: uno di questi è noto poiché testimonia la sconfitta e la cattura dell’imperatore romano Valeriano ad opera del re sassanide Shapur. Rientro a Shiraz e tempo libero al gran bazar. Cena e pernottamento in hotel.


4° giorno: lunedì 30 dicembre SHIRAZ – PASARGADE – ABARKUH – YAZD | Km 457
Prima colazione in Hotel. Partenza per Yazd e sosta a Pasargade. Le rovine di Pasargade si trovano circa 87 km a nordest di Persepoli, nella provincia iraniana di Fars; essa fu la prima capitale dell’Impero achemenide, fondata da Ciro il Grande nel 546 a.C., fino a che il centro di comando del regno non venne spostato a Persepoli. Si visita la tomba del leggendario fondatore, lo stipite con il rilievo del genio protettore alato, in tunica elamita e corona con simboli egizi, il Palazzo delle udienze e il Palazzo residenziale. Break con caffè, tè, dolci vari, pistacchi, datteri.
Dopo la visita si prosegue per Abarkuh: un’oasi nel deserto con un cipresso che risale a 5000 anni fa. Pranzo in ristorante. Proseguimento del viaggio sulla rotta descritta da Marco Polo fino all’antica Yazd, tra i più importanti centri carovanieri medioevali che ha accolto per secoli mercanti e viaggiatori.
Trasferimento all’Hotel Arg-e-Jadid 4* e assegnazione delle camere riservate. Cena e pernottamento.


PASARGADE
L’odierno sito archeologico si estende su di una superficie di 1.6 kmq ed al suo interno include una struttura comunemente creduta essere il mausoleo di Ciro, la fortezza di Toll-e Takht (situata sulla cima di una collina), e le rovine di due palazzi reali con i loro giardini: uno dei primi esempi di giardino persiano che la storia registri.
Il monumento più famoso di Pasargade è la tomba di Ciro il Grande. Essa è costruita su sei alti gradini che conducono alla sepoltura vera e propria, la cui camera è lunga 3.17 metri e larga 2.11 ed ha un’entrata bassa e stretta. Benché non ci siano prove certe per l’identificazione della tomba, gli antichi storici greci riportano che questa era la convinzione di Alessandro Magno, il quale rese omaggio al mausoleo dopo il saccheggio e la distruzione di Persepoli.
Durante la Conquista islamica della Persia, quando l’esercito arabo si trovò di fronte alla tomba decise di distruggerla, poiché essa era considerata in contrasto con i principi dell’Islam. L’edificio si salvò grazie al fatto che i suoi guardiani riuscirono a convincere il comandante dell’esercito che la tomba non era stata costruita in onore di Ciro il Grande, bensì della madre del re Salomone. Come risultato di ciò, l’iscrizione venne cambiata con un versetto del Corano e la costruzione stessa venne conosciuta in seguito come “Qabr-e Madar-e Sulaiman”, cioè la tomba della madre di Salomone, nome ampiamente diffuso ancor oggi.


5° giorno: martedì 31 dicembre YAZD
Prima colazione in Hotel. Partenza per la visita della città. Iniziamo dalle testimonianze della religione zoroastriana, essendo Yazd l’unica che ancora ne conta parecchi seguaci: il Tempio del Fuoco con la fiamma eterna e le Torri del Silenzio. Pranzo in ristorante. Si proseguono le visite: la Moschea del venerdì, il complesso Amir Chakhmagh che si erge su una bellissima piazza medioevale, gli antichi quartieri (Fahadan) dove visiteremo una tipica casa qagiara, la cisterna d’acqua con le quattro torri di ventilazione, la Prigione di Alessandro, il Mausoleo dei 12 Imam. Nel tardo pomeriggio rientro in albergo. Cena di Capodanno e pernottamento.


YAZD
Incastonata fra due deserti, il Dasht-e Kavir a nord e il Dasht-e Lut a sud, Yazd è una fra le mete più interessanti dell’Iran. È una città di primaria importanza come centro dell’architettura persiana. A causa del clima secco, ha una delle più ampie reti di qanat nel mondo: i costruttori di qanat di Yazd sono considerati i più abili dell’Iran. Con un ingegnoso sistema di pendenze e mulini, la rete idraulica convoglia le acque provenienti dalle montagne e, nei millenni, ha contribuito a trasformare la città e i campi in un’oasi dove prosperano giardini e frutteti. Per affrontare le estati torride, molti edifici antichi sono dotati di magnifiche torri del vento (badgir) e di vasti ambienti sotterranei. La città ospita anche importanti esempi di yakhchal, alcuni dei quali sono ancora usati per conservare il ghiaccio proveniente dalle vicine montagne. La città vecchia di Yazd è uno dei più grandi centri urbani costruito quasi interamente con adobe, un impasto di argilla, sabbia e paglia. Essa racchiude dei veri e propri capolavori dell’architettura islamica, come la Moschea del venerdì, splendido monumento ricoperto di maioliche azzurre e con due altissimi minareti, e il Complesso Amir Chakhmagh. A qualche chilometro dal centro di Yazd, in un’area completamente rocciosa, si trovano le due suggestive Torri del Silenzio.


6° giorno mercoledì 1° gennaio: YAZD – NA’IN – ISFAHAN | Km 325
Prima colazione in Hotel. Partenza per Isfahan con sosta a Na’in, dove visiteremo la Moschea del Venerdì. Rinomata per il suo artigianato, la cittadina di Na’in è stata, fin dall’epoca sasanide, un importante crocevia lungo le rotte commerciali che attraversano la provincia. In passato era conosciuta soprattutto per le ceramiche e per i tappeti e mantelli in lana di cammello. Pranzo in ristorante.


Proseguimento del viaggio attraverso gli splendidi scenari del deserto e sosta alle rovine di un caravanserraglio. Arrivo ad Isfahan e visita dei ponti rinascimentali sul fiume Zayandè: il più importante Si-o-se Pol, che significa “Ponte dei 33 archi”, detto anche “Ponte Allahverdi-Khan”, il Pol-e Khaju, un po’ più stretto ma ancor più bello del precedente, costruito dallo scià Abbas, e infine lo Shahrestandel, del XII secolo circa, quindi il più antico tra tutti, in pietra e mattoni.

Assegnazione delle camere riservate all’Hotel Abbasi 5*. L’edificio principale dell’Hotel è ricco d’atmosfera e immerso in un magnifico
giardino, dove è possibile bere un tè tradizionale. Cena. Dopo cena, passeggiata nella splendida Piazza dell’Imam. Rientro in hotel e pernottamento.

 


ISFAHAN
Isfahan è la città-sogno dell’Islam, meta nei secoli di intellettuali e viaggiatori, considerata la città più affascinante, romantica e scintillante in Iran. Immersa nel colore turchese, che ne contraddistingue l’atmosfera magica, è abitata da gente gentile ed elegantissima. Le donne soprattutto che, seppur velate, nascondono acconciature degne di una principessa, tra chignon, occhi bistrati e mani smaltate. Dotata di un clima piacevolissimo, temperato durante quasi tutto l’anno, Isfahan è attraversata dal fiume Zayandè ed è al centro dell’altipiano iranico. Proprio per questa posizione strategica, nei secoli è stata un importante centro commerciale. Descritta e lodata da viaggiatori, scrittori e artisti in svariate epoche storiche, da Marco Polo allo scrittore inglese Edward Browne, Isfahan ha incantato visitatori per secoli e non mostra i segni dell’età. È qui che Pasolini girò “Il fiore delle mille e una notte”. 
Non si conosce con certezza quando sia stata fondata, ma si sa che già nel V secolo a.C. era una città importante perché i monarchi l’avevano scelta come residenza estiva. Il periodo di massimo splendore, in cui la città assunse nuovamente il ruolo di capitale, fu quello sotto la guida di Abbas I il Grande, a cavallo tra il XVI e XVII secolo. Circondato da una corte di diplomatici e ricchi mercanti, lo scià trasformò la città, incoraggiando tutte le forme di arte e artigianato. Ma il lascito più importante dell’era di Abbas I è il tessuto urbano che fa di Isfahan una città irripetibile, con splendidi palazzi e rigogliosi giardini, ponti monumentali e grandi moschee.


7° giorno: giovedì 2 gennaio ISFAHAN
Prima colazione in Hotel. Iniziamo le visite di Isfahan con la Moschea del venerdì, da molti considerata il più alto livello dell’arte islamica in Persia.


MOSCHEA DEL VENERDÌ
Si tratta dell’edificio più antico e prestigioso della città, risalente addirittura all’VIII sec. e fondato, forse, sul sito di un precedente Tempio del Fuoco. La Moschea del venerdì, costruita nel 1121, rappresenta un vero e proprio museo di architettura islamica. Visitandola si può capire come essa si sia evoluta in un periodo di circa 800 anni, senza contare che ciascuno dei diversi elementi rappresenta il culmine della crescita artistica della sua epoca. Nonostante le ingenti modifiche apportate alla struttura nel corso dei secoli, essa conserva un’unità strutturale, decorativa, cromatica e di materiali.
La Moschea di Isfahan, divenuta bene protetto dall’UNESCO nel 2012, si estende su una superficie di oltre 20 mila metri quadrati ed è la più imponente di tutto l’Iran. Ciò che la contraddistingue è l’integrazione con il tessuto urbano attraverso i numerosi accessi che la collegano con le attività della città, sfumando i confini tra spazi cittadini e spazi religiosi. Questo è anche l’esito finale del processo costruttivo e ricostruttivo protrattosi nel tempo. La
moschea ripropone la pianta a quattro iwan, ognuno dei quali conduce ad una sala coperta da una cupola e fiancheggiata da arcate su due livelli, con nicchie dalla sagoma appuntita. In epoca selgiuchide furono anche costruite le due straordinarie cupole in mattoni.


Proseguiamo le visite con la Cattedrale Armena di San Salvatore, con i suoi splendidi affreschi. Pranzo in ristorante. Nel pomeriggio, ammiriamo la stupenda Piazza dell’Imam (Naqsh-e jahàn) dove si affacciano le antiche botteghe del gran Bazar e due splendide moschee. La prima è la Masjed-e Imam, la moschea dello Scià eretta nel 1629 durante il periodo Safavide, il cui complesso è stato dichiarato Patrimonio UNESCO nel 1979. Quello fu l’anno della caduta dello Scià di Persia e dell’istituzione della Repubblica islamica dell’Iran. Venne così ribattezzata con riferimento al leader della rivoluzione Ruhollah Khomeyni.

Il portale dell’edificio è alto 27 metri ed è affiancato da due minareti di 42 metri, tutte le mura dell’edificio sono decorate con tessere di mosaico di sette colori dal suggestivo effetto ottico, a seconda delle condizioni di luce. Ad ogni ora del giorno questo capolavoro dell’arte islamica ci appare con un volto diverso. La porta di accesso è in legno ricoperto da strati di oro e argento decorata con alcuni poemi scritti in caratteri calligrafici nasta’liq. La moschea è dotata di 4 iwān o mihrab, dei quali il più grande è quello che indica la direzione della Mecca. Dietro di esso si apre uno spazio ricoperto dalla più grande cupola della città, alta 52 metri.

La seconda è la Masjed-e Sheikh Lotfallah, costruita dallo scià Abbas I nel 1602: un piccolo tempio arredato con una molteplicità di dettagli che lo trasformano in una meraviglia. Questa moschea era conosciuta come “quella delle donne”, perché in origine un cunicolo la collegava col palazzo di Ali Qapu e permetteva alle donne della corte di assistere agli uffici religiosi senza essere osservate. La maggior parte delle piastrelle che arredano l’interno sono rosa, ma hanno tonalità che variano con la luce. Uno degli elementi più attraenti è il pavone disegnato sul suolo che si mostra in tutta la sua bellezza quando la luce del sole non lo illumina direttamente.

Un capolavoro dell’architettura e dell’arte decorativa persiano-islamica è il Palazzo Ali Qapu: ognuno dei sei piani di cui è composto ha decorazioni specifiche ed una funzione particolare. Il primo piano era il quartier generale dei guardiani, al secondo c’erano le cucine, al terzo la sala ricevimenti ed infine al sesto il salone per i concerti musicali, con i particolari soffitti traforati intagliati con le forme degli strumenti musicali. Sul tetto della regia infine, era possibile ammirare l’intera piazza e lo Scià si sedeva lì in occasioni particolari come le feste e le parate militari.

A seguire, visiteremo il Palazzo Chehel Sotun con le colonne che si specchiano nella piscina antistante l’entrata e i magnifici affreschi. Cena e pernottamento in hotel.


8° giorno: venerdì 3 gennaio ISFAHAN – NATANZ – KASHAN – TEHRAN | Km 461
Prima colazione in Hotel. Partenza per Kashan, con sosta a Natanz, dove si visita un santuario-moschea del periodo selgiuchide, Abd as-Samad. A Kashan, cittadina che ospita alcune tra le più belle case tradizionali del Paese, oltre a giardini e splendidi edifici dell’architettura islamica, si visita una villa bioclimatica, cioè una casa padronale dell’800 ed uno dei più famosi giardini dell’Iran, Bagh-e Fin, progettato dallo Shah Abbas I come una classica visione persiana del paradiso. Pranzo in ristorante. In serata, arrivo a Tehran. Sistemazione all’Hotel Espinas 5*. Cena e pernottamento.


9° giorno: sabato 4 gennaio TEHRAN
Prima colazione in Hotel. Partenza per la visita della città con l’incantevole Iranbastan, celebre museo archeologico dove sono custoditi preziosi reperti dal IV millennio a. C. fino al periodo islamico delle antiche civiltà che hanno abitato la regione.

Qui si possono ammirare ad esempio una collezione di bronzi del Luristan, o il bassorilievo della sala delle udienze del tesoro di Dario I risalente al VI secolo a.C., o l’uomo di sale, la salma di un minatore che visse probabilmente tra il III e il IV secolo, perfettamente conservata proprio grazie al sale. Proseguimento delle visite con il Palazzo Golestan (“Palazzo dei fiori”). Si tratta in realtà di un complesso di edifici all’interno di un recinto fortificato e circondato di canali. Il complesso è situato là dove sorgeva l’antica cittadella di Arg eretta al tempo dello Scià Abbas il grande (1588-1629). I palazzi del complesso sono magnificamente decorati come e forse più delle maggiori regge europee. Spiccano in particolare il “Takht-e Marmar”, ovvero la sala del trono di marmo e il “Talar-e Aineh” o sala degli specchi, dove molti Scià vennero incoronati.

Pranzo in ristorante. Dopo il pranzo ci si reca al Museo dei Gioielli.


MUSEO DEI GIOIELLI
Il Museo dei Gioielli di Tehran conserva la più spettacolare raccolta di gioielli del mondo. Si tratta di una collezione accumulata attraverso i secoli da tutte le dinastie persiane e che alcuni degli ultimi membri della famiglia Pahlavi indossarono. La collezione dei Gioielli della Corona persiana comprende diverse corone e troni decorativi, oltre trenta tiare, dozzine di spade e scudi ingioiellati, un gran numero di diamanti e altre pietre preziose, molti servizi in oro e metalli preziosi e altri oggetti significativi dell’Impero Iraniano, durato oltre 2.500 anni.
A causa del loro enorme valore economico, i gioielli della corona iraniana vennero per secoli tenuti nascosti nei caveaux della Tesoreria imperiale. Allo scoppio della rivoluzione Islamica che detronizzò la famiglia Pahlavi nel 1979, si temette che i gioielli della corona potessero essere rubati o venduti dai
rivoluzionari. Già alcuni piccoli oggetti erano stati esportati illegalmente e venduti all’estero, anche se gran parte della collezione rimase intatta. Quando la situazione si fu calmata, nel 1990 il presidente Hashemi Rafsanjani riaprì
l’esposizione permanente dei gioielli, ed essi ancora oggi possono essere ammirati nella sede della Banca Centrale dell’Iran.
Di particolare pregio il “Trono del Pavone” tempestato, per volere dello shah Fath Ali, di ben 26.733 gemme preziose.
Nel 1798 il trono, chiamato originariamente “del sole”, prende il nome dalla donna amata dallo shah e conosciuta da tutti come la Signora Pavone. Fra i tesori spicca anche il “Globo terrestre”, un mappamondo realizzato con 35 chili di puro oro e più di 50.000 pietre preziose, nel quale i mari sono smeraldi e le terre rubini (eccetto Iran, Gran Bretagna e Francia, fatte di diamanti).
Avremo la possibilità di ammirare la “Corona Kiani” e “il mare di luce” (Daryā-yé Nūr), diamante rosa del peso di 182 carati, forse il diamante grezzo più grande al mondo, estratto nelle miniere di Golconda e portato in Persia da Nadir scià (1688–1747) al ritorno dalla sua vittoriosa campagna in India (1739).


La visita della città si conclude con la panoramica di Piazza Azadi, ovvero la Piazza della Libertà, con il celebre monumento alto 45 metri, fatto erigere nel 1971, dallo Scià Reza Pahlavi in occasione della celebrazione dei 2500 anni della nascita dell’Impero Persiano. Rientro in albergo. Cena e pernottamento.


10° giorno: domenica 5 gennaio TEHRAN – ISTANBUL – VENEZIA
Trasferimento all’Aeroporto di Tehran in tempo utile per il volo di linea TK 879 Turkish Airlines in partenza alle ore 07:40 con arrivo a Istanbul alle ore 10.40. Proseguimento con volo di linea TK 1871 Turkish Airlines alle ore 12.45 con arrivo a Venezia alle ore 13:25. (Su richiesta, il rientro può essere effettuato su altri aeroporti.) Transfer di rientro a Noventa di Piave e a Padova.


PREZZI e DETTAGLI:

Quota di partecipazione a persona: € 2.530

Supplemento singola: € 500

Gruppo di minimo 15 – massimo 25 partecipanti

Assicurazione facoltativa contro l’annullamento, senza franchigia: € 100 in doppia, € 150 in
singola.

Le quote di partecipazione sono state calcolate in Euro. Eventuali adeguamenti delle tasse aeroportuali potranno essere applicati 20 giorni prima della partenza. L’iscrizione e la partecipazione al viaggio è regolata dal Contratto di Viaggio riportato nel sito www.doitviaggi.com e disponibili presso la nostra sede; la quota include una “Polizza di assistenza sanitaria, rimborso spese mediche e danni al bagaglio” fornita da AXA ASSISTANCE. Le normative, i massimali assicurati e le possibili integrazioni sono riportati nel sito www.doitviaggi.com e disponibili presso la nostra sede.


  • LA QUOTA COMPRENDE:
    Transfer Noventa di Piave o Padova/Aeroporto di Venezia AR
  • Volo intercontinentale Turkish Airlines Venezia / Shiraz e Tehran / Venezia;
  • Tasse aeroportuali (€ 231,47 al 15/05/2019);
  • Sistemazione in camere doppie con servizi privati in alberghi di prima categoria 5* a Tehran, Isfahan, Shiraz, 4* a Yazd (classificazione locale);
  • Facchinaggio negli alberghi;
  • Trattamento di pensione completa;
  • 1 bottiglietta di acqua minerale al giorno in pullman, tè e caffè in pullman durante i trasferimenti;
  • Tutti i trasferimenti, le visite indicate nel programma di viaggio – ingressi inclusi ove previsti – con guida locale parlante italiano;
  • Accompagnatrice Dott.ssa Annamaria Ferro dall’Italia;
  • Assicurazione medico-bagaglio AXA con copertura fino a € 10.000;
  • Guida e borsa da viaggio (una a coppia)

LA QUOTA NON COMPRENDE:
Le mance alla guida e all’autista (€ 60 per persona che verranno raccolte in loco);
Le spese per l’ottenimento del visto consolare obbligatorio pari a € 85;
L’eventuale adeguamento delle tasse aeroportuali;
Gli extra di carattere personale;
Tutto quanto non espressamente riportato alla voce “la quota comprende”;
Assicurazione contro l’annullamento senza franchigia: € 100 in doppia, € 150 in singola.


PASSAPORTO E VISTO:
Il passaporto deve essere valido per almeno sei mesi dalla data di rientro dal viaggio e deve avere due pagine libere. Per l’ingresso in Iran è richiesto il visto consolare, all’ottenimento del quale provvederà la nostra organizzazione previo pagamento dei diritti dovuti. Per l’ottenimento del visto sono richiesti: copia della prima pagina del passaporto, 1 foto tessera recente (non c’è più l’obbligo di avere il capo coperto per le donne), il modulo di richiesta debitamente compilato con tutti i dati richiesti.
È IMPORTANTE CHE NON SIA PRESENTE SUL PASSAPORTO IL VISTO DI ISRAELE.


PAGAMENTI:

Acconto all’iscrizione 30% da versarsi:

  • Direttamente in Agenzia o tramite bonifico bancario a DOIT Viaggi di I.T.P. Srl
  • Coordinate bancarie:
  • Monte dei Paschi di Siena – Filiale 2697 di Padova – 13, Via Giuseppe Verdi – Padova – PD  
  • IBAN: IT 31 Q 01030 12190 000061256229
  • BIC: PASCITM1290 
  • BENEFICIARIO: ITP SRL 

Saldo 30 gg prima della partenza.


INFORMAZIONI ed ACCOMPAGNAMENTO:

Dott.ssa Annamaria Ferro

  • Cell. 328-8132206
  • info@iviaggidiannamaria.com
  • Web: www.iviaggidiannamaria.com

ORGANIZZAZIONE TECNICA:

DOIT Viaggi di I.T.P. Srl

  • Via Tiziano Aspetti, 246 – 35133 Padova
  • Tel. 049-618500 Fax 049613955
  • Email doit@doitviaggi.it
  • Web www.doitviaggi.com

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