Questa bellissima signora con me nella foto ha compiuto 84 anni a marzo: splendidamente portati…

Non riporto il suo nome perché non rappresenta solo se stessa, bensì una nutrita schiera di ultra-ottantenni che mi hanno accompagnato – non io loro… loro me! – in Sicilia la scorsa settimana.

Sulla carta il gruppo di 22 partecipanti al viaggio si presentava disomogeneo e di difficile amalgama: alcune signore più giovani, altre più anziane, alcune coppie di mezza età.

Provenienze diverse…

Temevo i gruppetti, una qualche difficoltà di aggregazione, l’impossibilità di tenere lo stesso passo. Mi sono detta: faremo un accompagnamento ad personam, stabilendo ritmi diversi nel rispetto delle esigenze e dei diritti di tutti. Con il buon senso si arriva sempre ad una soluzione.

Però temevo…

In realtà questa foto è l’emblema di quanto un viaggio, la voglia di conoscere e di comunicare possano essere collante e volano di crescita e di apertura mentale per tutti.

Grandi viaggiatrici avevo con me nel mio piccolo drappello siciliano, piene di curiosità, apertura mentale e consapevolezza.

La consapevolezza che viaggiare è un’arte e che il giorno va colto.

Sempre…

Ho letto questa frase che mi è piaciuta: “Si parte perché si è giovani e si desidera ardentemente essere pervasi dall’eccitazione, sentire lo scricchiolio degli stivali nella polvere, si va perché si è vecchi e si sente il bisogno di capire qualcosa prima che sia troppo tardi”.

La curiosità resta a mio avviso il sale della vita e le mie ottantenni mi hanno indicato la strada: quella che voglio percorrere e l’Annamaria che voglio essere.

Il gruppo si è magnificamente integrato ed erano proprio loro – le ottantenni – che talvolta mordevano il freno per aumentare il ritmo…

Misteri della vita, magie del viaggiare insieme, incontri di spiriti liberi…