Un GRAZIE di cuore a Graziana, che ha partecipato al recente viaggio nella Sicilia del Sud-Est e ha sintetizzato per noi in una poesia “on the road” il racconto di questi otto giorni di scorribande cultural-enogastronomiche.

Ne serberemo per sempre nel cuore ricordi, profumi e sapori anche per merito suo.

Complimenti alla nostra poetessa-viaggiatrice!

Viaggio in Sicilia da sabato 1° a sabato 8 aprile 2017

Dal 1° aprile è iniziato il nostro viaggio,
mezza Italia abbiamo attraversato
con tappa a Orvieto, dove il duomo ci ha incantato,
poi giù verso Napoli
per imbarcarci, come passeggeri del passato
e dopo aver Tirreno e Ionio solcato,
eccoci pronti, alcuni un po’ assonnati,
a far la conoscenza con la terra di Trinacria,
che nasconde tesori svariati,
che grazie ad Annamaria saranno presto svelati.

La terra di Sud-est è la nostra meta,
che ha visto la presenza di antiche popolazioni,
che hanno lasciato segni in città, contee e circoscrizioni:
tombe, teatri, palazzi, ville, mosaici, bellezze a profusione:
alcune curate e che ti incantano il cuore,
altre che avrebbero bisogno di più amore
e “de ‘na bona man
par cavar l’erba nell’anfiteatro roman!”

Questa è la zona dove il barocco trionfa
ed è stata valorizzata dalla fiction di Montalbano,
che ha mostrato chiese, palazzi, spiagge, un’intera via,
che lui percorre da solo o in compagnia
e poi si ferma in qualche locale,
dove apprezza cibo, vino e non certo l’acqua minerale!

E noi potevamo essere da meno?
“Barocco e mangiare”, un binomio da non sottovalutare!
E allora giù, a cominciare dalla colazione,
con dolci classici e della tradizione
e poi a seguire antipasti con caponata
più o meno dolce e caramellata,
con ricotta in crosta e fritta, crostoni con alici e fagioli,
arancini, polpette di “nunnata”, frittura di paranza,
sardine fritte e a beccafico e più oltre non dico…

I primi ci hanno visto devoti assaggiatori
e abbiamo bissato e anche di più
risotti, casarecce, penne, ravioli, paccheri
con zucchine, pomodorini, salsiccia, sarde, salsa e ragù,
per non parlare dei secondi di carne e di pesce,
che dalla bocca ancora il gusto non esce!
Il tutto sempre abbinato col vino appropriato:
il Nero d’Avola la fa da padrone,
ma anche il Nerello va giù con un ottimo boccone.
Non sono da meno i bianchi fruttati e profumati
e anche se non sempre di importante hanno il nome,
noi svuotiamo caraffe e “bummoli”, eccome!
Il vino, si sa, fa buon sangue e anche tremare un po’ le gambe
e poi, nel pullman, conciliano un sonnellino
quel mezzo, uno, due, …bicchieri di vino!
E dulcis in fundo…appunto il dolce
con in primis i cannoli di crema e ricotta,
la mousse al limone, gelato alla mandorla,
“impannaticchie”, biscotti di sugna e tiramisù
e alla fine…”e braghe no e se imbotona più!”

Anche sulle location nulla da ridire a cominciare da Ortigia, al “Basiricò”
con pareti dipinte nello stile di Mirò,
dove abbiamo incontrato la nostra prima caponata,
un “tanticchia” dolce, e non da tutti apprezzata!
A Piazza Armerina la pioggia ci ha accompagnato fin dalla mattina,
ma, nonostante il tempo sia stato inclemente,
nessuno, davanti ai mosaici, è rimasto indifferente
e poi alla “Ruota”, mentre fuori ogni tanto scrosciava,
abbiamo gustato vino, pasta alla siciliana, coniglio alla stemperata
e una morbida pasta di mandorle che la bocca ci ha deliziata!
Dopo la visita al castello e al parco di Donnafugata
ci aspetta l’agriturismo “Colle del sole”
con un menù come sempre esagerato che va dalle scacce al salamino,
dal formaggio al finocchio, agli abbondanti primi,
alla carne di maiale, agli immancabili cannoli e all’ottimo vino.
A Scicli ci aspettano Montalbano e una sfilza di chiese
baroccate e finemente decorate,
ma soprattutto Angelo nella sua “Grotta”
con ricotta in crosta di caturro e pasta con cozze e ”tinniruma”
e “anca qua, nessun se tira indrio e tutti i consuma!”
A Noto ci accoglie un barocco monumentale
e il sole ci regala colori rosa e ambrati
su colonne, scalinate, campanili e pergolati
e anche noi, come Ercole alla “Fontana”, ci sottoponiamo a piacevoli fatiche
con la frittura di paranza con croccanti triglie e alici,
“busiate” con le sarde e allo scoglio, che mandano profumo di mare
e chi se ne vorrebbe più andare?
E invece si va, perché ci aspetta ancora un assaggio di tonno
a Marzamemi, dove l’aria è frizzante e piena di colori,
che ci hanno riempito, in questi giorni, occhi e cuori.
Ogni sera si torna a Modica dove lo chef della “Torre del Sud”
ci aspetta con menù prelibati e particolari
e solo in casi rari
non facciamo il bis della pietanza,
sempre pensando all’aumento della ”panza”!

L’Etna ci riporta in un inverno innevato
ma prima, nelle cantine Nicosia,
abbiamo pranzato in un modo che credo meglio non ci sia!
Stendiamo un velo pietoso sulle cene del traghetto,
perché, si sa, nessuno è perfetto!
Per finire, il pranzo toscano, con crostini e affettato,
ravioli, pappardelle, cantucci e vin santo:
il successo è assicurato!
Ecco, cari signori e signore,
poche ore ci separano da San Donà
e “tutto ‘sto ben de Dio chi che a casa lo troverà?”

Adesso passiamo ai ringraziamenti
che vanno anche a tutti i presenti,
sempre attenti e puntuali,
che non hanno avuto bisogno di incitamenti
e non sono mai stati inappetenti!
Ringraziamo di cuore Maurizio,
che sulle strade ondulate della Sicilia
con gran perizia il pullman ha portato
e abbiamo goduto di una campagna inaspettata,
ricca di ferula e crisantemina dorata,
con borragine, malva e acacie fiorite,
muretti a secco in ogni direzione,
carrubi, ulivi e mandorli a profusione.
E, dulcis in fundo, facciamo un gran ringraziamento
ad Annamaria, che è stata un vero portento
e ci ha arricchito con le sue spiegazioni,
intrattenuto con i pensieri mattutini e serali,
con una lettura leggera e approfondita,
sempre maestra di vita,
perché di questi momenti
ci corre l’obbligo di approfittare
ed è sempre un bene poter viaggiare!

Un brindisi, quindi, col vin santo e in allegria
a tutta questa allegra compagnia!

Un saluto a tutti da Graziana