Sabato e domenica scorsi le Langhe e ora è la volta dell’Umbria. Una vita di corsa la mia: a studiare sui libri prima, ad incontrare e scoprire poi.

La fatica? Tanta.

Il piacere? Di più.

Il piacere di cosa? Della sveglia alle quattro del mattino? Delle ore ed ore in pullman? Delle valigie fatte e rifatte? Delle code in autogrill?

Il piacere dell’incontro: viaggiare è incontrare sotto le più svariate forme.

INCONTRARE la suadenza saggia e meditata di un Barolo e di un Barbaresco di sedici anni alla Banca del vino di Pollenzo: sublime piacere conservato per noi…

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INCONTRARE un libricino – ino… ino… – scritto da una ricercatrice storica, che ti racconta di Louis Oudart, enologo francese, che nella prima metà dell’800 produceva a Genova vini sul modello dello champagne con uve piemontesi. E che nel 1862 andò a vincere all’Esposizione internazionale di Londra ben nove medaglie d’oro con le sue bottiglie, alcune delle quali a base Nebbiolo. Tra le quali spiccava un Dry Nebiolo Wine of Polenza del 1844 ed un Nebbiolo di Neive del 1858.

NEIVE: terra di Barbaresco… Un nebbiolo secco a Neive decenni prima del pur lungimirante Domizio Cavazza, benemerito ed universalmente riconosciuto padre del Barbaresco.

INCONTRARE vignaioli come Paolo Manzone di Cascina Meriame a Serralunga d’Alba: uomo radicato alla terra e ad essa vocato, con l’occhio aperto al mercato. Senza ipocrisie e finti schermi protettivi: ma chi l’ha detto che è cattivo il mercato?

E INCONTRARE Roberto Bruno e Adriana Marzi, titolari della Cantina del Glicine di Neive: due cuori ed un’unica passione che sa di artigianalità, poesia ed emozione. La stessa che si prova visitando la loro cantina del ‘500: nove metri sotto terra, un piccolo tesoro timidamente nascosto e preservato ai più.

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Ed infine INCONTRARE Lorenzo… E chi è Lorenzo? Un ragazzo carissimo, un infioratore di Spello, uno a cui ho stressato l’anima al telefono – si dice? Ma sì, si dice… – chiedendo informazioni e note tecniche per gestire al meglio questa due giorni in Umbria col mio gruppo di 40 persone.

Se ha qualche persona in difficoltà, guardi che noi dell’Associazione Infioratori di Spello giriamo continuamente con un servizio navetta e portiamo su chi ha bisogno al Belvedere… Le indicazioni logistiche ve le diamo noi quando arrivate. Vi abbiamo stampato 10.000 brochure informative… Se piove, abbiamo i teloni… Alla Taverna degli infioratori il nostro impegno è farvi mangiare senza farvi perdere troppo tempo, così potete godervi poi lo spettacolo…”

Grazie Lorenzo, giovane espressione della nostra Italia migliore. Fatta di persone che non vogliono mollare e che dedicano il proprio tempo affinché milioni di petali di fiore si fondano e rinascano come quadri multicolori tra le vie di Spello.

L’orgoglio dei nostri borghi, delle nostre tradizioni e di tanti volontari.

Chissà se ci INCONTREREMO mai di persona io e Lorenzo.

Ma in fondo ci conosciamo già.

La valigia è pronta e la sveglia è puntata.

Alle 4.50: di lusso!

Si va.

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